Non c’è peggior sordo… fine di un’amicizia
Il cameriere ci guarda spazientito. È la terza volta che si avvicina al tavolo e noi lo rimandiamo indietro a mani vuote, dicendo “non abbiamo ancora deciso”.
Lei: “Come stai?”
Io: “Benone, grazie.”
Lei: “È vero quello che si dice?”
Io: “Certamente sì, se lo si dice, ma cosa?”
Lei: “Che non sei più lo stesso, no?” (Già… cos’altro potrebbero avere detto cosa?)
Io: “Beh, lo prendo come un complimento, ma sarei, sempre secondo queste voci, evoluto o cambiato in peggio?”
Lei: “Ma cosa ne so io! Mica le ascolto, certe voci!”
Io: “!????!!!???… passo…”
Lei: “Insomma, il mio parere non è parziale, ti voglio bene io, come potrei non dirti che sei cambiato in meglio?”
Io: “Ok, capito, ci sono tutti i presupposti per una sana, inutile, conversazione surreale! Ne avevo bisogno, più o meno come un brufolo su una chiappa, ma ne avevo bisogno…”
Lei: … sorriso…
Io: … sorriso ebete che sta a significare: “cos’è cosa quel sorrisino sufficiente da chi ha la puzza sotto il naso, di chi sa ma non dice?”
Lei: “G. …”
Io: “C. …”
Lei: “Non so come dirtelo…”
Io: … ecco, ci siamo…
Lei: “Non sei più lo stesso…”
Io: “Come non sai come dirmelo? Me lo hai già detto…”
Lei: “Mannoooooo, scemo….!”
Io: “Ahhh…. per un attimo credevo che…”
Lei: “Con me! Non sei più lo stesso con me!”
Io: “Perché, com’ero prima? Sentimi, C., facciamo un po’ d’ordine, ti va?”
Lei: “Eri dolce, simpatico, affettuoso…”
Io: “E ora, come sarei?”
Lei: “Come prima!”
Io: “Houston, abbiamo un problema!”
Lei: “Ahahahahahah, stupido…”
Io: “Mi piace quando mi parli così…. mmggghhmmm”
Lei: “Smettila, no!?”
Io: “Va bene, ora però diciamo qulche frase sensata, vuoi?”
Lei: “Ascolta…” (cavoli, sono almeno 10 minuti che ascolto, ma non ho ancora capito nulla…)
Lei: “insomma, ti voglio bene ma sento, sento che, dalla tua parte, non é così.”
Io: “Ma cosa dici? Ti voglio molto bene! Ti voglio meglio, perché “più bene” non si dice…
Lei: sorriso – “io vorrei qualcosa di più”
—————————– PAUSA —————————–
Perché PAUSA?
Per due motivi:
1. adoro le donne. Adoro la loro capacità di entrare in punta di piedi in un discorso che si farà a suo modo infuocato e che poi finirà inesorabilmente a schiaffoni che prenderò con la mia faccia apposita: quella del “no dai non fare così, cosa ho fatto di male, perché??”;
2. è arrivato il cameriere, qualcosa, a questo diavolo, dovremmo pure dire, no? (Per la cronaca: gli ho detto “agnagna”)
—————————– REPRISE —————————–
Io: cercando di glissare “Come fai a bere un thè freddo, fuori ci saranno 3 gradi…”
Lei: astuta “non cambiare discorso…”
Io: “Ok, ma a te non interessa sapere perché ho preso un thè nero fumante?”
Lei: “G…!?”
Io: “Perché fuori ci sono tre gradi. Scusa ma le frasi iniziate e non finite muoiono così… non mi piace”
Lei: “Vedi, è proprio per questo che….”
Lei: “… credo di non potere fare a meno di te…”
Io: “C., guarda che non si fanno male, le frai non finite, dico…”
Lei: “Insomma, da quanto ci frequentiamo?”
Io: “Mah… sarà un bel 3 giorni. Eppoi, <<frequentiamo>>, è una parola grossa. Ci siamo visti 2 volte e mezza. Una, durata 4 minuti, questa e una mezza di sfuggita in centro…”
Lei: “Mi piaci..”
Io: “Anche tu, ma come donna, come persona, non ho mai neppure pensato a qualcosa di più… Cavolo, C., ho 35 anni, potrei essere tuo padre! Ho due figli, una vita privata disastrosa, dormo un giorno qua e uno là, cosa pensi che possa dare un uomo come te ad una donna come te?”
Lei: Mio padre !?!?! Ho 37 anni, io! Tu mi scavi dentro, mi fai ridere, mi dai sicurezze, mi fai sentire bene, accetti la parte migliore di me senza giudicare e senza dare peso alla mia parte peggiore.”
Io: “Sono uno precoce, moi. Non scavo dentro a nessuno. Tu sei una persona spontanea e hai questa impressione. Te la darebbe qualsiasi altra persona, anche un carciofo!”
Lei: “Mi fai sentire poco apprezzata, così!”
Io: “Mi spiace… non era questa la mia intenzione, non costituisce attenuante, lo so, ma non volevo. Me lo fai un sorriso?”
Lei: “No, non lo meriti, perché sei brutto, brutto e cattivo.”
Io: “Grazie, é uno dei miei pregi.”
Lei: “Vedi, mi fai ridere, grazie”.
Io: “Pregi”
Lei: “Ahahahahaahah”
Io: “C., non posso darti niente.”
Lei: “Perché?”
Io: “Perché ho due figli, una vita privata disastrosa. L’unica cosa che ho sono gli amici e il lavoro.”
Lei: “Puoi venire a stare da me…”
Io: “Ma ti rendi conto? Porti in casa una persona senza conoscerla.”
Lei: “G., io ti conosco da sempre”
Io: “?!?” (Qualcuno chiami…. qualcuno!!! Aiuto, uomo in mare – uomo in mare – ripeto: uomo in m..r..)
Lei: “Insomma, dimmi qualcosa, sono qui, davanti a te, perfettamente umile, ti dico che mi sto innamorando di te, che mi piaci, che mi piaci tanto, cosa dici? Perché resti là impalato?”
Io: “C., non sono quel genere di persona. Cosa credi?”
Lei: “Conosciamoci meglio, allora… Domani sera ti invito a cena a casa mia…”
Io: “Mah… domani sera vorrei andare da mia sorella….”
Lei: “Ahhhh, allora dovevi dirmelo subito che ne hai un’altra!”
Io: “Ok, ho due sorelle…”
Lei: “Mi fai schifo!”
Si alza e se ne va. Arriva il cameriere con le bibite.
Cameriere: “La signorina torna?”
Io: “No, si è spazientita, è mezz’ora che siamo qua e non avete ancora portato quello che abbiamo ordinato!”
Cameriere: faccia sorgnona “Sono 6 e 30″.
Io: “Le ho chiesto che ore sono?”
Lui: “Ahahah, sono 6 franchi e 30″.
Io: “Tenga…”
Lui: “E il resto…?”
Io: “Lo tenga pure…”
Lui: “Ehi! Manca un franco, intendo”
Io: “Ecco, manca sempre qualcosa…”
Lui: “Come la capisco….”
Io: “Ok, saluti a casa, esequie alla sua signora…”
Fuori, un freddo assurdo. Dentro, anche.
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Bene, finalmente sono la prima in qualcosa…
Questa conversazione é molto surreale…ma cmq capisco..noi donne siamo un po’ cosi…un po’ ingenue…capaci di dire cose sconnesse ed arrivare al punto finale senza problemi…(lasciando poi l’uomo nel suo brodo..perché tanto..che ce frega se ha capito o no?!)…pero’ a volte siamo anche un po sceme…si…sceme é la parola giusta.
Non vorrei diventare noiosa…e quindi…ho finito qui!
Un bacio…ciao ciao
Bebina33 - Novembre 14, 2007 at 5:03 pm